(Leggerlo tutto con una grande “overacting”) Salve! Io credo che quello che segue può essere considerato una “Corleone inversa”, cioè, un’offerta così sfacciata che sembra una manca di rispetto e perciò non si può accettare. Purtroppo, neanche questo tempo grigio pieno di musiche può far si che tu mi vede come una persona rispettabile. Non so come parlare con i briganti, papponi, cornuti e lacchè che mi affitteranno una stanza a Bologna dunque ti devo fare una domanda, la più dannosa che ti hanno fatto mai. Potresti chiamare e parlare con le persone che affittano la stanza che m’interessa? Dopo una supplica come quelle che ti ho fatto, si può soltanto rispondere: “Un giorno, e non arrivi mai quel giorno, ti chiederò di ricambiarmi il servizio, fino ad allora consideralo un regalo per le nozze di mia figlia.” Inoltre, tu sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio, quindi io non posso più donare buoni consigli. Io so che tutto questo messaggio è comico, nel senso della commedia, cioè del dramma comune, umano, umoristico, risibile, addirittura buffonesco, vissuto senza coturni ai piedi. Tuttavia, lo considero necessario in proporzione alla domanda che ti sto facendo, come un impertinente a pieno titolo. Quello che i romani definirebbero “paraculo”. Comunque, si non vuole lasciarti schiavizzare per un povero spagnolo che non parla italiano, ricorda che aspetterò la pioggia per non piangere da solo. Le ringrazio dell’attenzione accordatami. In attesa di un riscontro porgo cordiali saluti. Rocco
14 luglio 2015
Una lettera divertente(un po')
Vi lascio la lettera che abbiamo scritto oggi con Claudia. Per mettervi un po' in contesto, io ho inviato questa lettera un mio amico italiano che ha vissuto a Bologna per due anni.
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1 commento:
che mescolanza di scherzi, vero??
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